| Con l'arrivo
dell'autunno e la ripresa dell'attivita' capita di sentirsi stanchi
e di avere difficolta' di concentrazione. Disturbi non gravi, che
in passato venivano contrastati adottando un ritorno graduale agli
impegni, ma che oggi, spinti dall'impazienza di recuperare rapidamente
efficienza e dinamismo, vengono combattuti ricorrendo a integratori
alimentari rivitalizzanti, quali ginseng, eluterococco e guarana'.
Indubbiamente utili in molti casi, queste sostanze vanno però
assunte con consapevolezza, conoscendone i possibili effetti indesiderati
evidenziati dagli esperti.
"Con il nome di ginseng", spiega Piergiorgio Pietta dell'Istituto
di tecnologie biomediche (Itb) del Cnr di Milano, "vengono indicate
specie distinte di piante, tra cui le principali sono il Panax ginseng
(Corea e Cina) - la più conosciuta -, il Panax quinquefolius
(America del Nord) e l'Eleutherococcus senticosus (Siberia). Tutte
appartengono alla stessa famiglia delle Araliaceae e sono classificate
come ‘adattogeni', cioè capaci di aumentare l'adattamento
dell'organismo alle aggressioni interne ed esterne e di accrescere
la vitalita' generale. Gli elementi caratteristici del ginseng asiatico
e americano sono i ginsenosidi, mentre il ginseng siberiano o eleuterococco
si distingue per la presenza di eleuterosidi".
Di queste piante, conosciute gia' in passato e inserite nella medicina
tradizionale cinese, si utilizzano le radici da cui si ottengono
estratti standardizzati, ossia a contenuto noto e riproducibile
di componenti attivi (requisito fondamentale ai fini dell'efficacia
e della sicurezza dei relativi preparati). Tanti gli integratori
in commercio a base di ginseng. "Come regola generale", precisa
Pietta, "vanno scelti quelli preparati con estratti standardizzati
(dose massima giornaliera pari a 200 mg), la cui efficacia è
confermata dall'evidenza scientifica per quanto riguarda le funzioni
intellettive e la resistenza nei confronti dello stress, mentre
è controversa in relazione al miglioramento delle prestazioni
sportive e ai benefici nel trattamento del diabete. E' consigliato
prenderli nelle ore premeridiane e per periodi limitati, poiché
il consumo prolungato può causare insonnia, tachicardia,
nervosismo ed eruzioni cutanee. Vanno evitati se si assumono farmaci,
quali la fenelzina (antidepressivo), la warfarina (anticoagulante),
gli ipoglicemici orali e l'insulina. Inoltre, non vanno sommati
alla caffeina e sono sconsigliati agli ipertesi o a chi è
soggetto a emorragie, ma anche durante la gravidanza, l'allattamento
e in eta' adolescenziale. In tutti gli altri casi ginseng ed eleuterococco
contribuiscono ad aumentare il livello di attenzione e a sostenere
il sistema immunitario".
Guarana' Non meno impiegati contro l'astenia sono i composti a base
di guarana', una pianta rampicante sempreverde originaria della
foresta amazzonica e ritenuta sacra da molte tribù indios
che l'hanno da sempre considerata un ‘elisir di lunga vita'
e hanno costruito attorno a essa numerose leggende e miti. "La Paullinia
cupana, nome scientifico del guarana', si caratterizza per la presenza
di uno stimolante del sistema nervoso centrale (caffeina) e per
altri componenti (non ancora perfettamente identificati) dall'analoga
azione stimolante", precisa lo studioso dell'Itb-Cnr. "Dai suoi
semi si ottengono estratti standardizzati in caffeina (circa il
12%), che non è comunque l'unico responsabile delle sue proprieta'
psicoattive, e viene consigliato in caso di spossatezza, sonnolenza
e facile affaticamento".
Ma attenzione a non abusarne: "Tra i possibili effetti indesiderati",
conclude Pietta, "vi sono cefalea, nervosismo, insonnia e tachicardia.
Non va assunto, inoltre, da chi soffre di ipertensione, disturbi
cardiaci e insufficienza renale e, secondo un recente studio, un
consumo eccessivo di bevande energetiche ricche di guarana', oltre
che caffeina e taurina, possono provocare addirittura manifestazioni
epilettiche".
A cura di : Rita Bugliosi
Fonte: Piergiorgio Pietta (Istituto di tecnologie
biomediche del Cnr, Milano)
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